La jatropha è una pianta semi-sempreverde che può raggiungere un’altezza fino a 5 m e vivere per 50 anni; è coltivata intensivamente nel Madagascar, nel Benina, Guinea e Capo-Verde. Ai fiori succedono i frutti, capsule legnose tondeggianti che a maturazione si rompono liberando 3-8 piccoli semi scuri.
In tempi recenti la produzione di bio-combustibile attraverso la spremitura dell’olio di semi di jatropha ha suscitato particolare interesse, soprattutto perché la pianta cresce in zone marginali aride e semi aride dove non entra in competizione con colture alimentari ed ha una resa,pari a circa 18921/ha anno. II processo di produzione dell’olio di jatropha consiste nella macinazione e spremitura del materiale raccolto. da cui è ricavato l’olio vegetali per lavorazione esclusivamente meccanica.
La pianta è originaria del Centro America, da dove è stata diffusa in diverse altre zone tropicali e subtropicali è principalmente coltivata in Asia ed in Africa, dove è conosciuta come Pourghère.
Dato che è tossica è usata spesso come recinzione vivente per proteggere orti e giardini dagli animali, per lo stesso motivo in Africa è usata per recintare tombe e cimiteri. È molto resistente all'arido, è coltivabile in zone pressoché desertiche.
I semi contengono circa il 30-38% di olio, non commestibile ma utilizzabile tal quale come comune combustibile, ovvero come carburante, previa semplice filtrazione, in motori Diesel opportunamente progettati, oppure trasformabile in Biodiesel tramite transesterificazione e impiegabile in tutti i motori Diesel senza alcuna modifica specifica.
Caratteristiche botaniche
Coltivazione
Jatropha curcas semi
La coltivazione è semplice purché sia coltivata nelle regioni dove il clima sia sufficientemente caldo, infatti sopporta temperature prossime allo zero (in Australia risulterebbe selezionata una varietà resistente a -5 °C), ma una vegetazione ottimale si ha solo a temperature superiori ai 14 °C. La pianta non ha esigenze particolari di terreno, cresce bene anche in terreni non lavorati, con terreno compatto e con poco terriccio, sabbioso o sassoso, anche se preferisce terreno almeno in parte smosso. Sopporta alte concentrazioni di sale nel terreno.
La concimazione è opportuna solo dopo la germinazione dei semi. La germinazione con clima caldo è molto rapida.
Nonostante la riproduzione da seme sia molto facile e veloce la moltiplicazione più usata è comunque per talee, la diffusione per talee è più efficace, dato che permette la conservazione delle caratteristiche di varietà.
La Specie infatti ha una elevata variabilità varietale, soprattutto nella attitudine a produrre fiori e frutti. La pianta è monoica, cioè ha sulla stessa pianta fiori maschili e fiori femminili, di norma 10 fiori maschili per ogni fiore femminile. A volte i fiori maschili sono sovrabbondanti e quindi sono carenti i femminili che producono frutti; in tal caso la produzione in frutti è inferiore. La selezione di varietà a maggiore fruttificazione non è ancora molto sviluppata.
La pianta sopravvive con solo 250 mm di pioggia all'anno, anche se produzioni consistenti in frutti e semi si hanno con 400–600 mm; solo nei primi due anni può avere vantaggio da moderate irrigazioni.
Non è necessaria una particolare preparazione del suolo per l'impianto, anche se ovviamente un miglioramento del suolo migliora le rese. Non si conoscono particolari malattie in ambiente adeguato, l'applicazione di pesticidi è inutile, la pianta è naturalmente dotata di fungicidi e pesticidi naturali.
Un fattore molto importante nella coltivazione è che la pianta utilizza ambienti che non sarebbero altrimenti utilizzabili nelle coltivazioni foraggere o da piante alimentari. In sintesi la coltivazione della Jahtropa può non sottrarre spazio alle altre piante coltivate.
Anche se potenzialmente la pianta può produrre semi dal primo anno, o anche in una sola stagione, una produzione significativa di semi si ha solo dopo tre anni. La pianta vive circa quaranta anni.
In caso di conduzione a siepe è citata una produttività di 8–10 kg di semi a metro di siepe. La produttività per ettaro è molto variabile e dipende fortemente dalle condizioni di coltivazione, è evidente che una coltivazione ai limiti della sopravvivenza dà una produzione esigua. La produttività media con suolo di moderata fertilità ma discretamente profondo dà una produzione media di 3,5 t di seme per ettaro. La produttività varia da 0,4 t per ettaro il primo anno di impianto fino a 5 t a partire dal quarto anno.
Propagazione
Jatropha curcas non ha una eccellente condizione per essere propagata per via vegetativa, è più facile riprodurla per seme, come accennato però la propagazione delle caratteristiche varietali è un fatto molto importante. Le propagazioni sono possibili con preparazione di talee messe a radicare, ma anche mediante innesti (di vario tipo) e propaggini.
Distribuzione
La pianta è stata diffusa in ampie zone tropicali ed equatoriali del pianeta, notevoli impianti sono in atto in India, Africa, (Mali, Tanzania), in Argentina ed in Australia. In Italia sono in atto piccole coltivazioni sperimentali in Sardegna, (Oristano).
La pianta è originaria dei Caraibi e fu traghettata in tutto il mondo dai marinai portoghesi che la utilizzavano per costruire recinzioni a protezioni di orti e giardini. solo in un recente passato sono state scoperte le sue proprietà energetiche.
Usi
I semi sono esclusivamente usati per produrre l'olio che può essere usato direttamente come normale combustibile o, previa filtrazione, come carburante in appositi motori specificatamente modificati. Con procedimenti di trans esterificazione si produce invece il normale combustibile biodiesel.
I residui dei semi spremuti sono un ottimo fertilizzante, le radici della pianta proteggono il terreno e con l'olio si fabbricano saponi.
Il contenuto in olio estratto dai semi varia dal 28% al 38%, un ettaro di piantagione può produrre fino a 1.6 t di olio, ovviamente in terreni poveri la produzione è molto più modesta.
La Jatropha permette di produrre un combustibile di ottima qualità, a bassa viscosità, secondo all'olio di palma, la cui coltivazione richiede tuttavia notevoli quantità di acqua.
La Jatropha non compete con la produzione di generi alimentari poiché non è commestibile, richiede basse quantità di acqua ed è sufficiente un'irrigazione "sporca", e quindi non sottrae acqua potabile all'uso umano, cresce in zone aride dove comunque sarebbero possibili poche altre colture. Permette di estendere la superficie coltivabile in zone aride, svolge un ruolo importante contro la desertificazione e l'erosione dei suoli.
L'olio di Jatropha non è adatto alla alimentazione umana, è tossico per la presenza di cianuri, saponine ed altre sostanze irritanti, se ingerito produce violenti effetti di vomito e diarrea. La linfa produce reazioni irritanti alla pelle.
L'India ha incluso la Jatropha nel programma per l'indipendenza energetica entro il 2012: nello Stato del Chhattisgarh ne saranno piantate 160 milioni di esemplari.
Il Madagascar ha stipulato accordi con società italiane per coltivare 100.000 ettari di terreno a jatropha, con un investimento di 5 milioni di euro, che dovrebbe fornire 300.000 tonnellate/anno di olio vegetale.
Altri usi
(Le informazioni in questa sezione sono ampiamente derivate dalla Purdue University -
Center for New Crops and Plants Products website [3].)
• Foglie -
Le giovani foglie sono sicuramente commestibili se bollite o stufate. Le foglie pestate sono applicate nella rima palpebrale dei cavalli a scopo repellente per le mosche dato che contengono cianuri (HCN).
• Fiori - La specie è considerata mellifera.
• Noci - In alcuni casi le noci sono arrostite e mangiate, anche se sono notevolmente
purgative. Le noci possono essere fatte ardere come candele.
• Semi -
I semi sono usati come contraccettivo in Sudan. Dai semi può essere estratto un colorante.
In alcune regioni del Messico (a Misantla, presso Veracruz) i semi sono apprezzati come cibo, sono bolliti e poi tostati; non è chiaro se il trattamento riduca a livelli ammissibili la tossicità, o se invece si tratti di varietà selezionate per la minore tossicità naturale.
• Radici - Le ceneri di radici sono usate come insaporente in luogo del sale.
• Corteccia - Usata come veleno per stordire i pesci.
• Lattice - Potente inibitore di alcuni virus vegetali.
• Linfa -
Macchia le stoffe. A volta usata per marcare.
• Cespugli - I messicani coltivano cespugli per alloggiare insetti della Lacca, che è usata in
medicina come Epatoprotettore e riduttore dell'appetito (antiobesità).
In ogni caso e per tutti gli utilizzi occorre sempre ricordare il contenuto di cianuri (HCN) tossici, e di altre sostanze fortemente irritanti ed allergeniche in ogni parte della pianta.