Olio di palma

L'olio di palma e l'olio di semi di palma sono degli olii vegetali saturi ricavati dalla palma da olio.

Nel 2004, con 28 milioni di tonnellate di produzione globale, era il secondo olio commestibile più prodotto, dopo l'olio di soia,[1] che adesso potrebbe aver superato.[2] È anche un ingrediente importante di molti saponi, polveri detergenti e prodotti per la cura della persona, è usato per curare ferite e ha trovato un nuovo controverso uso come fonte agroenergetica.

Dal frutto della palma da olio si ricavano olio di palma (dal frutto) e olio di palmisto (dai suoi semi)
II frutto della palma è grande quanto una grossa prugna e si sviluppa in caschi che pesano fino a 20 kg. Ogni frutto contiene un seme duro circondato da una polpa molle, chiamata mesocarpo: da ogni frutto è possibile estrarre olio pari a circa il 50% in peso. L’olio di palma utilizzato come biocombustibile è del tipo RDB raffinato (Refined, Bleached & Deo-
dorised palm olein) e viene importato prevalentemente dalla Malesia.

I frutti della palma, molto facilmente deperibili, dopo il raccolto vengono sterilizzati tramite il vapore, in seguito vengono snocciolati, cotti, pressati e filtrati. L'olio che se ne ricava è di colore rossastro per via dell'alto contenuto di beta-carotene, solido a temperatura ambiente e ha un caratteristico odore di violetta; il sapore è dolciastro.
L'olio di palma e l'olio di palmisto sono composti di acidi grassi, esterificati con glicerolo come ogni normale grasso. Entrambi contengono un'alta quantità di acidi grassi saturi, circa il 50 e 80% rispettivamente.

L'olio di palma dà il nome ai 16 tipi di acidi palmitici che contiene; contiene anche acido oleico monoinsaturo, mentre l'olio di palmisto contiene soprattutto acido laurico. L'olio di palma è una delle principali fonti naturali di tocotrienolo, un membro della famiglia della vitamina E; contiene inoltre quantità elevate di vitamina K e magnesio.
Il napalm prende nome dagli acidi naftenico e palmitico.
I derivati dell'olio di palma sono prodotti nei mulini e mediante raffinazione; prima si procede al frazionamento, con processi di cristallizzazione e separazione per ottenere della stearina solida dell'oleina liquida.

Con un'ulteriore raffinazione per liquefazione si rimuovono le impurità e si ottiene l'olio filtrato e sbiancato.
Quindi, una raffinazione fisica toglie odore e colore, per produrre olio di palma sbiancato e deodorato (in inglese refined bleached deodorized palm oil o RBDPO) e acidi grassi puri liberi, importanti materie prime dell'industria del sapone, dei detersivi e si altri prodotti igienici e per la cura della persona. L'olio di palma sbiancato e deodorato è il prodotto oleoso di base che può essere venduto nel mercato globale delle materie prima, anche se molte compagnie lo separano ulteriormente in oleina di palma, per olio alimentare o altri prodotti.

La palma è usata anche nella produzione di biodiesel, o come olio di palma poco raffinato miscelato con diesel convenzionale, oppure lavorato mediante transesterificazione per produrre un estere di metile dell'olio di palma che rispetta le norme EN 14214, con glicerolo come sottoprodotto. Il procedimento usato varia a seconda della nazione e delle esigenze dei mercati di esportazione. Si stanno anche sperimentando, anche se in piccole quantità, processi produttivi di biocarburante di seconda generazione.

Pur essendo una fonte di energia rinnovabile, il carburante di olio di palma è osteggiato da diverse associazioni ambientaliste a causa degli effetti collaterali della sua produzione, che includono la necessità di convertire alla coltivazione di palme aree ecologicamente importanti come zone di foresta pluviale o aree precedentemente adibite alla produzione alimentare. Inoltre, la monocoltura di palme da olio può produrre importanti emissioni di carbonio; in Indonesia e Papua Nuova Guinea, per esempio, il terreno per la coltivazione è stato preparato spesso drenando e dando alle fiamme aree di foresta palustre e torbiera, con un conseguente rilevante danno ambientale, ed è stato valutato che anche in seguito a questo fenomeno l'Indonesia sia diventata il quarto emettitore mondiale di gas serra.

Anche in Africa la palma da olio inizia ad espandersi nelle regioni forestali, minacciando importanti ecosistemi; questo è il caso per esempio della Costa d'Avorio e dell'Uganda.

       
Loading

Gallery

Alcuni partner

Sponsor

Impianti di Cogenerazione.com - Credits: Gamaweb - I.D.CO di Roberto Vuilleumier. P.Iva 03158941207